Libertà _ prima parola chiave. Settimana dal 28.04.20 al 03.05.20 Commento della Dott.ssa Monica Mastella
Libertà _ prima parola chiave. Settimana dal 28.04.20 al 03.05.20 Commento della Dott.ssa Monica Mastella
1) PRENDERSI LA LIBERTA' "Libertà. La libertà di distaccarsi dagli standard sociali che normalmente siamo abituati a seguire e a rispettare in questo periodo si sta diffondendo e non è un fenomeno dovuto solamente al decreto di chiusura di attività quali parrucchieri e centri estetici, ma anche e soprattutto dalla confortevole sensazione di sentirsi a proprio agio con se stessi cosí, una sensazione che a volte ci viene sottratta ma che ora si sta riscoprendo La libertà di essere noi stessi senza filtri"

Prendersi la libertà

Una rabbia, perché ricorda quanto le donne siano ancora prive della libertà di essere se stesse. Con uno sguardo più attento, è però possibile coglierne il reale messaggio. Un messaggio che evidenzia come la quarantena ci sia il permesso di riappropriarci del nostro corpo, accettandolo così com’è.

2) ESULI "Esuli di noi stessi, nella gabbia dell'isolamento, d'improvviso ritroviamo la libertà in una vecchia polaroid scattata un qualsiasi pomeriggio d'inverno, quando ancora un bacio non era reato"

Esuli  

Una foto che provoca un brivido lungo la schiena accompagnato da tristezza. in poche righe ed uno scatto l’autrice è riuscita a catturare la sensazione di solitudine e la religione che gli innamorati, i privati ​​della libertà di incontrarsi, sono stati costretti a provare nel periodo di quarantena. Periodo durante il quale anche un bacio si era trasformato In reato ” 

3) SENZA BARRIERE "Prova a sognare, prova ad immaginare... per libertà si possono intendere tante cose, ma ora, per me, possiamo "sconfiggere" queste barriere soltanto provando a viaggiare con la mente"

Senza barriere

Un’immagine dalla quale traspare l’angoscia di una vita costretta tra le mura domestiche. Le righe che lo accompagnano trasmettono però molta serenità e forza.

La descrizione ci aiuta infatti a capire quanto in realtà le nostre prigioni sono quelle mentali e quanto, soltanto volendolo, potremmo liberarcene

Spazio_seconda parola chiave. Settimana dal 04.05.20 al 10.05.20 Commento della Dott.ssa Lisa Raglione
1) SPAZIO SOCIALE "ho scelto questa immagine per rappresentare il periodo che stiamo vivendo, in cui ci sentiamo un po' come personaggi di un lego, fissati in una base e costretti a non potersi toccare.... L'importante è farsi coraggio e fare finta che sia solo un gioco"

Spazio sociale

Lo spazio sociale caratterizzato da abbracci, saluti calorosi ma anche da semplici strette di mano oggi ha dei nuovi confini disegnati dalla continua misurazione delle distanze e dalla paura dell’interazione sociale diffusa che immobilizza e spesso isola.

2) LUNA PARK SPAZIALE "il mio spazio, il mio posto felice, il mio posto speciale un luogo dove non importa più di nulla e ti sembra di essere in un luna park accecato dalle luci" Dario Taballione liceo V. Pollione 1 E

Luna park spaziale

Uno spazio apparentemente limitato, come quello di una scrivania con sopra un PC, diventa in realtà portatore di uno spazio illimitato, senza confini. Ecco che il Web diventa uno spazio nuovo da abitare, un motore che permette di volare fuori dalle mura domestiche abbattendo i confini imposti dal lockdown, trasportandoci in un mondo digitale che si fonde con il mondo reale.

3) SPAZIO IN MUSICA "Sarà musica…Quello spazio tra le note, lasciato bianco, vuoto, apparentemente inutile. Ma grazie a quello spazio siamo in grado di scrivere la più bella di tutte le musiche, la colonna sonora della nostra vita. Sul pentagramma, un susseguirsi di note che riempiranno gli spazi e le righe, possono prendere vita e descrivere tutte le sfaccettature del nostro carattere, hanno la capacità di parlare di noi stessi: grave, largo, adagio, andante, moderato, veloce, allegro, presto…I tempi musicali parlano di noi in qualunque momento, anche adesso che siamo in quarantena. Questo periodo potrebbe essere rappresentato da un “Grave”, che piano piano si trasforma in “Andante”. L’importanza degli spazi in musica è tale da creare molteplici melodie create da una moltitudine di strumenti e voci, ci permette di esplorare il proprio ego e quello di qualcun altro, è un lavoro di squadra che dà vita ad una delle più grandi scoperte: 𝖫𝖺 𝗆𝗎𝗌𝗂𝖼𝖺." Michela Villa, Liceo Scientifico "M. Vitruvio Pollione", 1°I

Spazio in musica

Ogni giorno, ogni passo che andiamo a compiere scrittura note. La quarantena, modificando le abitudini, le relazioni, ha scritto sul nostro pentagramma note nuove che, nel bene o nel male, avranno un valore rilevante nella colonna sonora della nostra vita.

Animale_terza parola chiave. Settimana dal 11.05.20 al 17.05.20 Commento del Dott. Gian Andrea Carpineti
1) CRISALIDE Siamo stati costretti dalla natura stessa a rimanere chiusi nelle nostre case, in compagnia di noi stessi, a scoprirci, a conoscerci e a stupirci, con la speranza di poter aprire gli occhi e volare, colorati e leggeri, in un mondo più sereno. Chiara Filiasi, secondo liceo scientifico Cambridge Vitruvio Pollione

Crisalide

Posa e colori sono i protagonisti dello scatto. Si posano sulla modella a occhi chiusi costretta a

stringersi a sé stessa, come una farfalla rinchiusa nel suo involucro di protezione. L’autrice si

infonde speranza di poter riaprire gli occhi in un mondo più sereno attraverso la metafora della

“crisalide”, la quale, dopo un periodo di incubazione, presuppone necessariamente un esito di

evoluzione e di crescita. È così che la speranza diventa realtà.

2) TUTTO IL NECESSARIO "Le tartarughe portano sulle proprie spalle tutto ciò di cui hanno bisogno: la loro casa. Infatti quando due di loro si incontrano, non si incontrano solo due individui, ma tutto il loro mondo." Liceo Scientifico “M. Vitruvio P.”- Avezzano-primo anno

Tutto il necessario

Questo ritratto colpisce per la scelta dell’istante di scatto. La tartaruga sarebbe impegnata a mangiare l’insalata ma in realtà guarda in camera, come se fosse stata disturbata durante un momento di estrema intimità, il pasto. Tutto è reso molto vicino dal focus, che trasforma quello che per un essere umano può piccolissimo in qualcosa di estremamente rilevante: il suo mondo, la sua casa, tutto il necessario sulle spalle.

3) IL MOMENTO DELL'ATTESA ~Ti ascolto nel buio fitto della notte, non s'ho se il tuo e' un canto o un pianto.. Dove sei nascosto? Forse sui tetti, o i camini Le tue ali sbattono, forse ti sei spaventato.. Dicono porti male e annunci sventure, io lo so' non sai far del male, anche se le persone an paura. Dicono tu' sia portatrice di lutti.. e quasi, quasi, Ci credono tutti...~ Claudia Checchi Dei gufi si pensava questo, che portassero sfortuna, ma erano considerati anche degli animali estremamente pazienti e incarnazione della saggezza. L'incontro con questo magico animale, ci ricorda l'inutilità della frenesia da cui tutti noi eravamo stati travolti e di vivere con consapevole quiete questo momento di attesa. Matteo Colizzi 2°anno Liceo Scientifico M.V.P

Il momento dell’attesa

Secondo la tradizione fiabesca il gufo è simbolo di sapienza, spesso associata alla chiaroveggenza e

alla luce dopo la soluzione di un problema. Non è facile trovarsi di fronte a un gufo perché la loro

natura li rende sfuggenti, ma quando vengono colti la loro espressione è sempre questa. Sconvolto

lui stesso dalla luce, attende il momento di essere di nuovo libero, come l’autrice dello scatto.

Relazioni_quarta parola chiave. Settimana 18.05.20 al 24.05.20 Commento della Dott.ssa Michela Antonelli
1) PARALLELI "Costretti alla reclusione, cerchiamo connessioni attraverso una videocamera. Sfiorandoci senza mai toccarci." Carola Tomassi, Liceo scientifico "M. Vitruvio Pollione" Avezzano, quarto anno.

Paralleli

Un’immagine che esprime la fatica e lo sforzo provati durante il lockdown nel preservare il desiderio di stare con l’altro, potergli stringere la mano e abbracciarlo: quante volte abbiamo immaginato di poter scavalcare la videocamera o di poter sentire il calore dell’altro e invece abbiamo sfiorato schermi freddi e distanti. Come due binari paralleli si rincorrevano il desiderio di vicinanza e la possibilità di esserlo.

2) RELAZIONI 2.0 "Il mondo è cambiato e con esso anche le relazioni che abbiamo con gli altri. Abbiamo aggiornato il modo di relazionarci; non c’è più il bisogno di incontrarsi veramente, infatti ormai le nostre relazioni sono a portata di tastiera e di click." Liceo Scientifico “M. Vitruvio P.”- Avezzano-primo anno

Relazioni 2.0

Ritratto di grande attualità, un breve dialogo, frettoloso e asettico, uno scambio di click su una tastiera. Interessante il commento collegato alla foto “non c’è più bisogno di incontrarsi veramente”; i bisogni relazionali che contraddistinguono gli esseri umani non sono certo scomparsi, si manifestano forse in una realtà fittizia, un nuovo contenitore tanto ricco quanto fragile.

Amicizia

Una foto che racconta la capacità di stare in intimità nonostante la distanza e le restrizioni: di impatto sono la complicità, la gioia e l’affetto con cui due amiche rinnovano uno scatto di un anno fa, strette in un abbraccio oggi sfocato, che lascia spazio all’immagine più nitida della loro amicizia ai tempi del Covid. Una foto che esprime positività e resilienza.

Morte_quinta parola chiave. Settimana 25.05.20 al 31.05.20 Commento del Dott. Emanuele Matteo Cerone
1) TUTTO HA UNA FINE "Ogni luce è destinata a spegnersi. Sta a noi mantenere acceso nella nostra mente ciò che ha illuminato la nostra vita"

Tutto ha una fine

È un quadro in bilico tra luci ed ombra. Uno spazio infinito che ne racchiude un altro. Una fiamma che si spegne crea fumo, una luce che rimane accesa porta speranza. La morte non è più solo ombra e fine. Ma luce che fa rumore.

2) LUCI NELLA CITTÀ DEI MORTI "Un cimitero di notte ha sempre messo inquietudine, forse perché si pensa che le anime dei morti possano uscire dalle proprie tombe e girovagare tra i prati verdi costellati da croci marmoree. La morte è qualcosa di umano dalla quale non possiamo trascendere" Ilaria Masciarelli, vitruvio Pollione, 5°anno

Luci nella città dei morti

Una prospettiva lunga ha richiamato in me l’immagine di un punto oltre confine. In una città, di notte, le luci delle case si susseguono sui marciapiedi fino alla fine della strada e poi della città stessa. Dove finisce un mondo, ne inizia però un altro. Dove termina una casa si può fare spazio ad un paesaggio, dove finisce una relazione ne inizia una nuova. Questa è la morte è questo è lo spazio dei morti, indelebili ricordi pieni di emozione.

3) AUTO-AUTOPSIA "Spesso quando soffriamo la solitudine, risuonano nel silenzio i nostri pensieri, i nostri ricordi. In particolare questa quarantena ha risvegliato l'istinto umano della riflessione che ci ha portati a rimuginare sulle nostre azioni passate e a giudicarle, analizzandole quasi come in un'autopsia di un corpo ormai arreso all'isolamento dalla vita." Chiara Filiasi secondo liceo scientifico Vitruvio Pollione Avezzano sezione I

Luci nella città dei morti

Una prospettiva lunga ha richiamato in me l’immagine di un punto oltre confine. In una città, di notte, le luci delle case si susseguono sui marciapiedi fino alla fine della strada e poi della città stessa. Dove finisce un mondo, ne inizia però un altro. Dove termina una casa si può fare spazio ad un paesaggio, dove finisce una relazione ne inizia una nuova. Questa è la morte è questo è lo spazio dei morti, indelebili ricordi pieni di emozione.

Tempo_sesta parola chiave. Settimana 01.06.20 al 07.06.20 Commento della Dott.ssa Francesca Bianchi
1) COME VOLA IL TEMPO "In quarantena abbiamo avuto molto tempo, ma stando chiusi in casa sembra essere passato velocemente. Abbiamo chiuso le porte di casa in inverno, ora le abbiamo riaperte ed è estate: come vola il tempo!"

Come vola il tempo

Chiara M. guarda al tempo dell’isolamento come un tempo dal passo veloce e leggero, incapace di lasciare sul terreno tracce significative. Il tempo vissuto dall’adolescente è invece teso all’azione, al movimento, al “noi gruppale” – relazionale, scolastico, sportivo – che dà corpo e sostanza ai giorni, altrimenti vissuti come meri numeri di un calendario. Il tempo dentro casa passa velocemente per l’adolescente, che ha bisogno del “fuori” per definirsi, confrontarsi e crescere.

2) PRESENTE "Nei momenti più duri della vita c'è chi brama di potersi rifugiare nei ricordi più felici del passato, chi ripone speranza nel futuro, chi trema per la sua amarezza e infine chi vorrebbe mettere in pausa la fiamma del dolore, in modo da poter riflettere su come oltrepassarla senza bruciare...Ma chi lo vive il presente?" Chiara Filiasi, secondo liceo scientifico Cambridge Vitruvio Pollione sezione I

Presente

Le mani che bloccano con forza le lancette di un orologio ci parlano della necessità di vivere il tempo presente, pur doloroso che sia. In un momento di emergenza sanitaria che immobilizza i nostri giorni, dove le reazioni comuni sono trovare rifugio nel passato, rassicurante in quanto conosciuto, o cercare speranza nel futuro, pieno di possibilità in quanto fantasticato, Chiara F. ci indica un’altra via percorribile: i momenti difficili per essere superati vanno attraversati, perché solo vivendo il tempo presente troviamo salvezza.

3) DIECI ANNI DOPO "Si fa mai caso al fatto che più si invecchia e più il tempo sembra passare velocemente? Non è solo una sensazione, è vero; è una questione di prospettiva. Crescendo e poi invecchiando un anno diventa una più piccola frazione della nostra intera vita. È come vedere qualcosa rimpicciolirsi nello specchietto retrovisore di un'automobile." Liceo Scientifico “M. Vitruvio P.”- Avezzano-primo anno

Dieci anni dopo

Giulia nel suo scatto mette insieme la sua se stessa bambina e la sua se stessa adolescente e ci parla del tempo visto in prospettiva: esattamente come il tempo dell’infanzia viene percepito dilatato e distante se guardato con gli occhi dell’adolescenza, allo stesso modo arriverà un momento in cui anche questo tempo difficile di isolamento e di sospensione verrà guardato in prospettiva, come da uno specchietto retrovisore, e sembrerà piccolissimo e sorpassato.

Foto non vincitrici

Commento della Dott.ssa Elisa De Foglio

 

Personalmente ho amato ogni settimana di più le foto non vincitrici. Non aver “vinto”non significa non aver emozionato… anzi, spesso è proprio il contrario.

Alcune evocazioni o emozioni attivano la nostra mente perché percepite come note. Nel riconoscerle come proprie, familiari e già sperimentate le accetta con maggiore facilità. Per associazione ci sentiamo sollecitati da qualcosa che appartiene al profondo di ognuno facendoci sperimentare quella sensazione di piacere e curiosità e anche di comprensione di ciò che stiamo guardando. È più difficile invece afferrare emozioni meno sperimentate e personali, ecco dunque che la sensazione sperimentata dall’osservatore è più tenue (o talmente forte da farlo ritrarre) e ciò ci porta ad escluderelo stimolo.

Dietro ogni foto ho sempre percepito l’esistenza di una vita che ha dedicato poco o molto del suo tempo a progettare e realizzare lo scatto, ho percepito l’intento e lo sforzo di comunicare e trasmettere ad un osservatore estraneo un’emozione ed un pensiero, ed infine ho sentito come qualcosa di fortemente concreto lo sfidare le proprie paure e le proprie resistenze, e in qualche caso anche il proprio pudore.

Dietro ogni foto ho sempre visto una mente, un’anima e una storia ed ho vissuto con forte emozione il fatto che tutto quel mondo venisse condiviso.