
Prendersi la libertà
Una rabbia, perché ricorda quanto le donne siano ancora prive della libertà di essere se stesse. Con uno sguardo più attento, è però possibile coglierne il reale messaggio. Un messaggio che evidenzia come la quarantena ci sia il permesso di riappropriarci del nostro corpo, accettandolo così com’è.
Esuli
Una foto che provoca un brivido lungo la schiena accompagnato da tristezza. in poche righe ed uno scatto l’autrice è riuscita a catturare la sensazione di solitudine e la religione che gli innamorati, i privati della libertà di incontrarsi, sono stati costretti a provare nel periodo di quarantena. Periodo durante il quale anche un bacio si era trasformato In reato ”
Senza barriere
Un’immagine dalla quale traspare l’angoscia di una vita costretta tra le mura domestiche. Le righe che lo accompagnano trasmettono però molta serenità e forza.
La descrizione ci aiuta infatti a capire quanto in realtà le nostre prigioni sono quelle mentali e quanto, soltanto volendolo, potremmo liberarcene
Spazio sociale
Lo spazio sociale caratterizzato da abbracci, saluti calorosi ma anche da semplici strette di mano oggi ha dei nuovi confini disegnati dalla continua misurazione delle distanze e dalla paura dell’interazione sociale diffusa che immobilizza e spesso isola.
Luna park spaziale
Uno spazio apparentemente limitato, come quello di una scrivania con sopra un PC, diventa in realtà portatore di uno spazio illimitato, senza confini. Ecco che il Web diventa uno spazio nuovo da abitare, un motore che permette di volare fuori dalle mura domestiche abbattendo i confini imposti dal lockdown, trasportandoci in un mondo digitale che si fonde con il mondo reale.

Spazio in musica
Ogni giorno, ogni passo che andiamo a compiere scrittura note. La quarantena, modificando le abitudini, le relazioni, ha scritto sul nostro pentagramma note nuove che, nel bene o nel male, avranno un valore rilevante nella colonna sonora della nostra vita.

Crisalide
Posa e colori sono i protagonisti dello scatto. Si posano sulla modella a occhi chiusi costretta a
stringersi a sé stessa, come una farfalla rinchiusa nel suo involucro di protezione. L’autrice si
infonde speranza di poter riaprire gli occhi in un mondo più sereno attraverso la metafora della
“crisalide”, la quale, dopo un periodo di incubazione, presuppone necessariamente un esito di
evoluzione e di crescita. È così che la speranza diventa realtà.
Tutto il necessario
Questo ritratto colpisce per la scelta dell’istante di scatto. La tartaruga sarebbe impegnata a mangiare l’insalata ma in realtà guarda in camera, come se fosse stata disturbata durante un momento di estrema intimità, il pasto. Tutto è reso molto vicino dal focus, che trasforma quello che per un essere umano può piccolissimo in qualcosa di estremamente rilevante: il suo mondo, la sua casa, tutto il necessario sulle spalle.

Il momento dell’attesa
Secondo la tradizione fiabesca il gufo è simbolo di sapienza, spesso associata alla chiaroveggenza e
alla luce dopo la soluzione di un problema. Non è facile trovarsi di fronte a un gufo perché la loro
natura li rende sfuggenti, ma quando vengono colti la loro espressione è sempre questa. Sconvolto
lui stesso dalla luce, attende il momento di essere di nuovo libero, come l’autrice dello scatto.
Paralleli
Un’immagine che esprime la fatica e lo sforzo provati durante il lockdown nel preservare il desiderio di stare con l’altro, potergli stringere la mano e abbracciarlo: quante volte abbiamo immaginato di poter scavalcare la videocamera o di poter sentire il calore dell’altro e invece abbiamo sfiorato schermi freddi e distanti. Come due binari paralleli si rincorrevano il desiderio di vicinanza e la possibilità di esserlo.

Relazioni 2.0
Ritratto di grande attualità, un breve dialogo, frettoloso e asettico, uno scambio di click su una tastiera. Interessante il commento collegato alla foto “non c’è più bisogno di incontrarsi veramente”; i bisogni relazionali che contraddistinguono gli esseri umani non sono certo scomparsi, si manifestano forse in una realtà fittizia, un nuovo contenitore tanto ricco quanto fragile.
Amicizia
Una foto che racconta la capacità di stare in intimità nonostante la distanza e le restrizioni: di impatto sono la complicità, la gioia e l’affetto con cui due amiche rinnovano uno scatto di un anno fa, strette in un abbraccio oggi sfocato, che lascia spazio all’immagine più nitida della loro amicizia ai tempi del Covid. Una foto che esprime positività e resilienza.
Tutto ha una fine
È un quadro in bilico tra luci ed ombra. Uno spazio infinito che ne racchiude un altro. Una fiamma che si spegne crea fumo, una luce che rimane accesa porta speranza. La morte non è più solo ombra e fine. Ma luce che fa rumore.

Luci nella città dei morti
Una prospettiva lunga ha richiamato in me l’immagine di un punto oltre confine. In una città, di notte, le luci delle case si susseguono sui marciapiedi fino alla fine della strada e poi della città stessa. Dove finisce un mondo, ne inizia però un altro. Dove termina una casa si può fare spazio ad un paesaggio, dove finisce una relazione ne inizia una nuova. Questa è la morte è questo è lo spazio dei morti, indelebili ricordi pieni di emozione.

Luci nella città dei morti
Una prospettiva lunga ha richiamato in me l’immagine di un punto oltre confine. In una città, di notte, le luci delle case si susseguono sui marciapiedi fino alla fine della strada e poi della città stessa. Dove finisce un mondo, ne inizia però un altro. Dove termina una casa si può fare spazio ad un paesaggio, dove finisce una relazione ne inizia una nuova. Questa è la morte è questo è lo spazio dei morti, indelebili ricordi pieni di emozione.
Come vola il tempo
Chiara M. guarda al tempo dell’isolamento come un tempo dal passo veloce e leggero, incapace di lasciare sul terreno tracce significative. Il tempo vissuto dall’adolescente è invece teso all’azione, al movimento, al “noi gruppale” – relazionale, scolastico, sportivo – che dà corpo e sostanza ai giorni, altrimenti vissuti come meri numeri di un calendario. Il tempo dentro casa passa velocemente per l’adolescente, che ha bisogno del “fuori” per definirsi, confrontarsi e crescere.

Presente
Le mani che bloccano con forza le lancette di un orologio ci parlano della necessità di vivere il tempo presente, pur doloroso che sia. In un momento di emergenza sanitaria che immobilizza i nostri giorni, dove le reazioni comuni sono trovare rifugio nel passato, rassicurante in quanto conosciuto, o cercare speranza nel futuro, pieno di possibilità in quanto fantasticato, Chiara F. ci indica un’altra via percorribile: i momenti difficili per essere superati vanno attraversati, perché solo vivendo il tempo presente troviamo salvezza.

Dieci anni dopo
Giulia nel suo scatto mette insieme la sua se stessa bambina e la sua se stessa adolescente e ci parla del tempo visto in prospettiva: esattamente come il tempo dell’infanzia viene percepito dilatato e distante se guardato con gli occhi dell’adolescenza, allo stesso modo arriverà un momento in cui anche questo tempo difficile di isolamento e di sospensione verrà guardato in prospettiva, come da uno specchietto retrovisore, e sembrerà piccolissimo e sorpassato.
Foto non vincitrici
Commento della Dott.ssa Elisa De Foglio
Personalmente ho amato ogni settimana di più le foto non vincitrici. Non aver “vinto”non significa non aver emozionato… anzi, spesso è proprio il contrario.
Alcune evocazioni o emozioni attivano la nostra mente perché percepite come note. Nel riconoscerle come proprie, familiari e già sperimentate le accetta con maggiore facilità. Per associazione ci sentiamo sollecitati da qualcosa che appartiene al profondo di ognuno facendoci sperimentare quella sensazione di piacere e curiosità e anche di comprensione di ciò che stiamo guardando. È più difficile invece afferrare emozioni meno sperimentate e personali, ecco dunque che la sensazione sperimentata dall’osservatore è più tenue (o talmente forte da farlo ritrarre) e ciò ci porta ad escluderelo stimolo.
Dietro ogni foto ho sempre percepito l’esistenza di una vita che ha dedicato poco o molto del suo tempo a progettare e realizzare lo scatto, ho percepito l’intento e lo sforzo di comunicare e trasmettere ad un osservatore estraneo un’emozione ed un pensiero, ed infine ho sentito come qualcosa di fortemente concreto lo sfidare le proprie paure e le proprie resistenze, e in qualche caso anche il proprio pudore.
Dietro ogni foto ho sempre visto una mente, un’anima e una storia ed ho vissuto con forte emozione il fatto che tutto quel mondo venisse condiviso.